L’esigenza primaria dell’abitare crea una comunità. Questa è “costretta” a crescere insieme e diventa cessione di amore, famiglia.

ché
I primi due piani dell’edificio al civico 6 di viale De Lollis sono abitati da famiglie : ci sono più stanze a loro disposizione.

The Lollis
Il corridoio, spazio consistente di un edificio per uffici, è anche qui luogo di distribuzione di ambienti trasformati ( con quante pene e orgoglio ) in appartamenti.

appartamento
Noto sulle pareti alternarsi il sole disegnato dai bimbi e piccoli “quadri” di cemento solcati nel muro per le perizie di accertamento.
La casa di Vubeth è colorata. E’ bellissima : ha le pareti celesti e gialle, le poltrone marroni, fotografie e disegni e sarà anche colpa del video giamaicano trasmesso dalla tele accesa se sento subito calore.

impianti
La cucina africana ha un odore forte e di spezia, dolce, invade tutto il quarto piano e mi regala un viaggio in posti dove sono stata o che ho solo immaginato.

kitchen stories
Nei piani più alti abitano i ragazzi, i single, e il corridoio diventa uno spazio comune più curato, festoso, re-attivo. Profumano i panni stesi, e gli odori ci portano nella casa della piccola Noemi, lo stereo a palla e lei festosa che ci chiede di entrare tutti.

Ottavo piano
Nel suo mondo colorato che affaccia sul cortile e sulle strade del quartiere universitario.

Sesto piano
E’ bella San Lorenzo dalla terrazza comune, persino la sopraelevata da qui mi sembra tranquilla…

Terrazzo
Concludo citando ” l’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Ci sono due modi per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti : accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è più rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio” (Italo Calvino, conclusione de “Le città invisibili”). Forza.

Romalab shadows
Giovanna Bolletta e Alessandra Tazza con Daniele Mancini | unpacked
Ottobre 15, 2007 alle 4:05 pm
[...] posto alla nuova stazione Tiburtina. Se n’era discusso alla Fondazione Mattei in occasione della visita al centro occupato di Via De Lollis con RomaLab. E noi siamo andati a scovare (con fatica !) dove se ne parla in internet e se caso mai [...]